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lunedì 15 ottobre 2012

Scatta il cantiere: "Primi piani"

Ed ecco, infine, l'ultima categoria: per alcuni si tratta della categoria regina, per altri è una categoria pedone; nessuno la crede la categoria automobilista.

I primi piani. Le foto migliori dei volti delle persone incontrate durante i campi, con le quali il concorso "Scatta il cantiere" ringrazia calorosamente, saluta cordialmente e va.

Senza pagare.

Lo rivedremo l'anno prossimo, per la settima edizione, e gli chiederemo gli interessi.

Conosciamo già la sua risposta: "Fotografia, viaggi e volontariato".


1° classificata
 
Eppure non ci siamo mai visti, di Francesco Minoia (Gibuti)
2° classificata
 
Il valore di un sorriso, di Simona Limoli (Etiopia)
3° classificata ex aequo
 
Sguardo d'oriente, di Elisa Cremonesi (Giordania)
3° classificata ex aequo
 
Sorridimi, di Francesca Mercurio (Etiopia)
3° classificata ex aequo
 
Si?, di Marco Povero (Moldova)

giovedì 11 ottobre 2012

Scatta il cantiere: "Foto libere"

Con sconfinato piacere, nella categoria in cui concorrono tutte le foto che non stanno nelle altre 4 categorie, annunciamo che per la prima volta nella storia delle 6 edizioni ha vinto una cantierista locale, Ana Maria Pruss!

Applausi.

Spengiamo le luci.

Vai colle foto.

1° classificata
 
Ombrello, di Alice Cognetto (Etiopia)
 
 
2° classificata
 
Il pensiero è la manifestazione dell'infinito senza spazio e tempo, di Ana Maria Pruss (Moldova)
 
 
3° classificata ex aequo
 
Rafiki, di Camilla Pienzi (Gibuti)
 
 
3° classificata ex aequo
 
Senza titolo, di Anna Curreli (Etiopia)
 

martedì 2 ottobre 2012

Scatta il cantiere: "Prendi il largo"

Inauguriamo una serie di 5 posts con i podi della sesta edizione del concorso fotografico aperto a cantieristi e affini. Anche per mostrare agli sce cotanta arte gemmata sorprendentemente nelle passate settimane estive.

La prima categoria che pubblichiamo è quella relativa al senso del cantiere della solidarietà, il cui motto è stato "Prendi il largo". E qua mi fermo e faccio parlare le foto.

1° classificata


È bella la strada che porta a casa, di Anna Curreli (Etiopia)

 
2° classificata
 
Non lo può certo sapere questa terra così rossa quante gocce della pioggia la faranno respirare, di Alessandra Bottini (Moldova)



3° classificata

Silenzio fragoroso, fiducia illuminata, di Francesco Minoia (Gibuti)
 

lunedì 27 agosto 2012

HOT MOVIE 4 – THE END


Continuazione Trama
TUM-PIN-TIN-TIN: “Si avvisano i gentili spettatori che a causa dei tempi africani la pausa pranzo è durata più del previsto. Ci scusiamo per il disagio e che la digestione cominci!”.

Oggi è il grande giorno: si festeggia la fine del Ramadan. Sono le 7.30 e 300 occhi curiosi sbirciano all’interno del centro Caritas dove i nostri eroi si muovono silenziosi per definire gli ultimi dettagli prima dell’entrata in scena. Pallonicini ripieni pronti a scoppiare, una tiratina ai nastri colorati, impronte di mani ben in vista, attenti a non calpestare la scritta di benvenuto per terra!, un ultimo collaudo agli stand dei giochi e via, tutti a posti di comando. 3…2…1…si apre il cancello. 300 piedi infangati fanno tremare la terra (e gli animi dei nostri eroi) per qualche secondo, ma in un attimo il caos si trasforma spontaneamente in un ordinatissimo entusiasmo. Tra uno strike e un canestro, una salsicciottata sugli stinchi e un palloncino che abbaia sembra che la fiamma olimpica abbia fatto tappa anche qui a Gibuti. Dopo una pausa rifocillatrice, gli atleti con le loro medaglie al collo sfilano davanti alla Grand Jurie per ritirare il premio finale: nuovo anno, nuovo look. Lasciano lo stadio tra gli applausi del pubblico pagante e i “SA-LA-MA!” di Pilippo. A fine manifestazione il comitato olimpico dichiara: “Batteria residua: 5%. Litri di sudore versati: non calcolabile. Superficie cutanea ancora pulita: 16 cmq. Grado di soddisfazione: 200%.”

Non è tempo di sedersi sugli allori perché il tempo rimasto è poco e scorre in fretta: una capatina a Sud non la vogliamo fare?! Ebbene sì, la voce si è sparsa nel paese e anche nella bassa Gibuti richiedono le nostre impareggiabili abilità manuali. Troppo facile dire “la polvere non dura perché Swiffer la cattura”, avete mai provato a spazzare controvento?! Rimanendo in tema di slogan, si dice che “per una grande parete ci vuole un grande pennello” e i Power Ranger seguono l’insegnamento alla lettera (anche perché i rulli ci si spaccano immancabilmente) e imbiancano mezza Gibuti al ritmo di “It’s a higway to Heeeell”.

…il finale lo lasciamo alla vostra immaginazione perché la regia est trees fulminè.


 
Contenuti speciali
All’interno del cofanetto edizione Platinum potrete trovare:

  • La ricetta segreta del tiramisù di Marygrace (errata corrige: Per i bimbi di Gibuti, se sei un bianco sei Pilippo, se sei una bianca sei Mariangrassia)
  • La lettura integrale del vangelo in amarico (volume al massimo, non modificabile)
  • Due biglietti omaggio per imbucarsi a una festa di compleanno di un perfetto sconosciuto (preferibilmente gibutino) in lista Juan
  • L’anteprima del nuovo programma di Paola Marella “dipingo casa autonomamente”
  • Il nuovo singolo delle suore dell’ordine di Nostro Signore del Ristoro “Et Avec Votre Esprit”
  • Il manuale del perfetto cantierista: “100 e più modi per infrangere il protocollo Caritas”.
SA-LA-MA!
 
La regia

venerdì 17 agosto 2012

HOT MOVIE 3

Continuazione Trama:

Rifocillati da cokine e sprites, appesantiti da una madame carbonara, i 5 power rangers dei poveri ripartono alla volta della capitale del caldo, la già menzionata Dejebuti. Amareggiati dal mancato incontro con gli squali, soliti all'appetito tra le 3 e le 5, tentano un'ultima spiaggia. Ma anche lì niente pinne all'orizzonte. Che rispettino anche loro il ramadan? In compenso, hanno preso un granchio.

Prossima fermata, Lac Assal, la più profonda depressione dell'intero continente nero, degna di citazione sui settimanali più importanti del settore lacustre, quale “Stagni, laghetti e pozzanghere”; recensita nell'ultimo inserto “Un tuffo dove l'acqua è più giù” del quotidiano “Il Sale 24Ore”; location prescelta per la prossima puntata di “Cotto e Salato”. Un viaggio a senso solo, quasi una discesa agli inferi, nel girone degli insipidi. Caronte ad un certo punto si avvicina e dice: “Monsieur Monsieur de l'eau de l'eau Monsieur!”. Paesaggi mozzafiato e orizzonti indefiniti, dove perdere lo sguardo è facile come farsi fregare al suq del Centre Ville. Un dubbio si insinua nell'abitacolo. Ma Gibuti confina con la Groenlandia? Ma basta aprire la portiera per sciogliere ogni dilemma. Passaggio di stato avvenuto, e con esattamente 12 minuti e 32 secondi i P.R. stabiliscono il nuovo record mondiale e olimpico di resistenza a corpo libero. Premio consegnato da un Afar locale, giudice imparziale e venditore di souvenir nel tempo libero, che ne approfitta per scroccare un passaggio fino alla maison.

Stremati e sfiniti, pezzati e gormiti, rientrano all'uscio con la mente già rivolta alla prossima missione: affrontare e sopravvivere ad un esercito di bimbi sperduti un po' abbronzati, affamati e assetati, in ricerca dell'affetto e dell'attenzione da sempre privati.


E questo lo racconteremo nel prossimo episodio, che la regia est trees affamèe.

sabato 11 agosto 2012

HOT MOVIE 2


Altri personaggi (in ordine di apparizione):

Street Children of Gibuti: Tosti e prorompenti, tutti differenti, agili e scattanti, foto-performanti gotta kiss'em all. Catch catch.

Gli Enfant Terrible (i gagni): A.A.A. Genitori cercasi. Siam 47 bei moretti, occhi profondi sorrisi perfetti. Ci scoliamo un biberon in un minuto, poi un rutto e uno starnuto. È vero, tanta pupù sappiam fare ma se tu vuoi, ci puoi adottare!!

The Sisters: 4 piccole indiane trapiantate a Obock, dell'ordine di Nostre Signore del Ristoro con buffet e musica dal vivo all inclusive. Televotale da oggi all'Obock's Got Talent per il loro inedito “Priiioons le Seigneuuuurrrrrrrrrrrrrr”.

Bimbi di Ripta: Era una scuola molto carina senza soffitto senza cuc...aspè aspè aspè! Come senza soffitto? Dov'è finito il soffitto? È crollato? 5 anni fa?!!!!!! E les Enfants? Studiano a cielo aperto e ridono di gusto con poche, semplicissime pernacchiette. Basta poco che ce vo'?

Mr Heineken: Se Fra Tac fosse americano, insegnasse all'american school of Dubai e girasse da tre settimane Etiopia e Gibuti in solitaria, sarebbe lui. Sounds Good.
 
Trama:

ogni mattina (ou uò) in Africa, quando sorge il sole, un Pere (Emilio) Marc si sveglia e comincia a correre. Ogni mattina (ou uò) in Africa, quando sorge il sole, un Tom si sveglia e sa che dovrà correre, ma solo a comando. Ogni mattina (ou uò) in Africa, quando sorge il sole (più o meno) cinque volontari, si svegliano e fanno colazione. Ripetono ad alta voce i versetti del protocollo sicurezza Caritas e decidono quali non rispettare. Ricevuta la chiamata, senza indugio montano sul loro pick up, attraversano 200 km di lande aride e desolate armati solamente di spaghetti n.5 e guanti da lavoro. Accolti da impetuose tempeste di sabbia, fulmini e saette, si fanno strada tra teschi di capre e stormi di corvi affamati. Una grande responsablità grava su di loro, il progetto di gestione e potabilizzazione delle acque di tutto il nord del paese non può iniziare senza il loro contributo. Mai visto un ufficio così pulito.
E dopo tanto sudore e fatica, potrà anche mancare l'acqua per la doccia, ma l'aperitivo non glielo leva nessuno.


To be continnued, che la regia est trés burrèe


giovedì 9 agosto 2012

GIBUTI: HOT MOVIE 1


Titolo:
PASTEK E CIPOLLE

Location:

Dejebuti, rovente località africana su la mer, funzione grill sempre attiva, ventola rotta in funzione ON, temperatura massima non regolabile, chiamare solo dopo orario Ramadan, referienziati, no perditempo, no eschimesi, solo fulminati, chiedere di Tom.

Durata:

12672 minuti c.a + contenuti speciali

Regia:

Tenente Daaan (le chef); l'Uomo Nero; Lingegner; l'Enphantery; Risiebisi

Attori Principali:

L'Arcieveque (l'Arcivescovo): una vita dedicata alle terre del Corno d'Africa; se non ci credete, vedere ici. Che altro dire, chapeau!

Tom: passaporto neozelandese, origini italiane, pronuncia alla Dan Peterson, si accende a comando, entusiasmo contagioso. This is Tom – Tom is on the stone, 65 anni e non sentirli, futuro diacono della diocesi di Gibuti. Appassionato di grwandi sassi su letto di lava. Già voce narrante del famoso documentario “Eia, Siete mai stati a Brwescia?”

Pere (Emilio) Marc: Born in the Usa, 16° di 17 brothers and sisters, è lui il famigerato cameraman delle avventure di Bear Gylls, ma non solo. Elettricista, idraulico, meccanico, falegname, diversamente amante della natura, mimo, sudore garantito, maratoneta ma anche centometrista. Professione: un metro e novanta di Prete.

Attori non protagonisti:

Pilibbo: Il grande escluso. Casco bianco del Centro Caritas per bambini di strada, esasperato, affaticato, sempre alla ricerca di benevolles (volontari), in eterna competizione con i 22 marines quotidiani e gli ostacoli della faticosa realtà africana. Per i bimbi di Gibuti, se sei un bianco, sei Pilibbo.

Er Cipolla: Vive nell'ombra, identità sconosciuta, voce non pervenuta. Manifestazioni della sua presenza: zaffate di sandwich alla cipolla.

To be continued, che la regia est très fatiguè


bonne nuit