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giovedì 16 agosto 2012

Tutto scorre: ma a quale velocità?






Panta Rei, "tutto scorre", diceva un vecchio filosofo dell'antica Grecia….
Sì, ma a quale velocità?
L'altra sera in una delle conversazioni via skype con un altro saggio, altrettanto vecchio, "Il Bettiga", la mia attenzione si è soffermata sulla frase: “Lo so, sei ripartita da poco meno di un mese, ma sembra passata un'eternità.”
E su questa percezione temporale di eternità ha iniziato a vagare la mia mente...

Sembra passata un'eternità da quando preoccupata mi documentavo sulle vaccinazioni da fare per partire per il Kenya.
Ora sono in un posto dove queste vaccinazioni non servono.
Sembra passata un'eternità da quando i miei piedi a fine giornata si coloravano di rosso, come la terra del quartiere di Kamiti Prisons.
Ora sono in un posto dove i piedi a fine giornata sono (tendenzialmente) puliti.
Sembra passata un'eternità da quando la parola "mzungu" in alcuni momenti mi dava gioia, in altri irritazione.

Ora sono in un posto dove dal colore della mia pelle non si capisce che sono diversa…
Sembra passata un'eternità da quando passeggiando per Kamiti iniziavano le litanie dei saluti: "Habari! Nzuri Sana!". Lo stesso saluto assumeva significati diversi se rivolto ad un ascari (guardia) o ad un carcerato: rispetto nel primo caso, espressione di considerazione nel secondo…
Ora sono in un posto dove saluto solamente chi conosco.
Sembra passata un'eternità da quando la Messa della domenica poteva iniziare nel lasso di tempo tra le nove e mezza e le undici…
Ora sono in un posto, dove la Messa in polacco/ russo/ romeno/ italiano inizia alle 9.
Sembra passata un'eternità da quando guardando fuori dal finestrino del matatu, rigorosamente con la musica “maranza tunz tunz” come piaceva alla mia cara Bea, vedevo tantissime persone ai bordi della strada che camminavano..camminavano..camminavano.. avendo chiaro in mente la loro meta.
Ora sono in un posto dove se ti allontani dalla capitale le strade sono deserte…e di conseguenza comprendi il significato della frase: un quarto della popolazione moldava è migrata all'estero.
Sembra passata un'eternità da quando turbata da eventi e scelte che non potevo comprendere ripetevo la preghiera che Sister Rachel ci aveva insegnato:
"Signore, donami la serenità per accettare la cose che non posso cambiare; donami il coraggio, per cambiare quelle che posso e la saggezza per saper riconoscere la differenza".
Ora sono in un posto dove  osservo, ascolto e raccolgo informazioni per iniziare a capire esattamente dove sono.
Sembra passata un'eternità da quando i giorni di riposo diventavano giorni di puro lavoro per riempire bottiglie e taniche d’acqua.
Ora sono in un posto dove la riserva d'acqua nel frigorifero (e fuori) è diventata oggetto di battute scherzose.
Sembra passata un'eternità da quando tutte le mattine riempivo la mia chupa (bottiglia) per non rimanere senza acqua.
Ora sono in un posto dove il tormentone chupa ha caratterizzato il cantiere della solidarietà Moldova 2012.
Sembra passata un'eternità da quando la frase NINALIMA SHAMBA E NINAPANDA SHAMBA (zappo l'orto e semino l'orto) sotto il sole delle 14, era in realtà una tra le attività principali della Cafasso House durante la stagione delle piogge.
Ora sono in un posto dove non esiste la stagione delle piogge, ma un inverno piuttosto freddino.
Sembra passata un'eternità da quando ascoltando le persone che parlavano della pioggia, la consideravano come una benedizione divina.
Ora sono in un posto dove si sta vivendo l’estate più calda dell’ultimo secolo.
Sembra passata un'eternità da quando i messaggi "please call me" erano oggetto di preoccupazione, ma anche di scherzo.
Ora sono in un posto, dove meno di 5 persone hanno il mio numero.
Sembra passata un'eternità da quando la piccola Becki mi correva incontro felice di ricevere un abbraccio.

Ora sono in un posto dove i bambini che incontrerò saranno quelli del Centro Maternale.
Sembra passata un’eternità da quando i Cafasso boys mi chiamavano Nyanya (nonna).
Ora sono in un posto dove il mio nome è Maria Trandafir.
Sembra passata un’eternità da quando, rientrata in Italia, ho sentito l’affetto e la preoccupazione di chi mi stava vicino senza chiedere troppo.
Ora sono in un posto dove anche i miei nuovi compagni di avventura accettano silenziosi  qualche momento pensieroso.
Sembra passata un’eternità da quando le Carafa girls condividevano ogni imprevisto ed ogni (raro) momento di spensieratezza.
Ora sono in un posto dove questa condivisione non si è interrotta e  prosegue a distanza: Chisinau-Kindu.


Tutto scorre, ma a quale velocità? …forse a ritmo lento, per poter comprendere giorno dopo giorno il senso e gli insegnamenti di questo insolito servizio civile.

venerdì 18 maggio 2012

GUESS WHAT?

 Ed eccoci qui dopo 3 mesi di Kenya, pronte a ripartire per l'Italia cariche di cose da mettere in valigia...
Sì, ma  quali cose? E soprattutto quale valigia?
Ah già, dimenticavo, ci hanno appena SVALIGIATO :)



All we have



sabato 5 maggio 2012

Happiness is...

... la riserva d'acqua di Palazzo Carafa piena, dopo 10 giorni senza acqua corrente.
Durata dell'attività: tutta la giornata.
Causa: Flusso discontinuo dell'acqua.





....lavare la pila di panni sporchi accumulata durante la settimana senza acqua.
Durata dell'attività: tutta la giornata.
Causa: irriducibili macchie di fango procurate durante le passeggiate in quel di Kamiti sotto la pioggia torrenziale e ... flusso discontinuo dell'acqua!






...preparare la pizza.
Durata dell'attività: tutto il pomeriggio.
Causa: flusso discontinuo dell'elettricità.





...real when is shared!
Durata dell'attività: 24 ore su 24!
Causa: la scelta di Mauricius.


mercoledì 7 marzo 2012

Moja, mbili, tatu..


"Anche il viaggio più lungo inizia con il primo passo" (Proverbio cinese)


Ed ora eccomi qui, in quel di Nairobi, a muovere i primi passi su questa terra rossa che fa cambiare colore ai miei piedi a fine giornata.
Siamo solo all'inizio, allora iniziamo a contare...


"Moja, mbili, tatu, twavaa viatu
nne, tano, sita, hatutaki vista
saba, nane, tisa, twaondoka sasa
nane, tisa, kumi, twakanyaga kami."



venerdì 10 febbraio 2012

Le radici ci aprono al mondo




“Nell’animo umano si sono sempre scontrate due tendenze. Una che ci spinge a cambiare, a esplorare, a vivere solo il presente. L’altra che ci porta a radicarci in un posto a costruire una famiglia, una casa, un’istituzione. Nel corso della storia queste due tendenze si sono alternate o si sono combinate in modo diverso. Nei periodi di grande espansione della civiltà gli uomini hanno cambiato, viaggiato, esplorato ma sempre conservando il rapporto con nucleo stabile. Ulisse aveva costruito la sua casa attorno al letto nuziale scavato in un ulivo centenario, radicato nella terra. Era il centro incrollabile, il punto di riferimento assoluto a cui penserà nelle sue peregrinazioni. Se lo avesse perso non avrebbe solo perso la strada, avrebbe smarrito la sua anima, non avrebbe più saputo cosa volesse, nemmeno chi fosse. Il navigante greco poteva viaggiare in contrade misteriose, restare lontano per anni perché aveva nella sua città il riferimento sacro e sicuro. Poteva partire perchè sapeva dove tornare.” F.A.




Ed ora eccomi qui in partenza per il Kenya! 
Sono Mariarosa, ma in realtà nessuno mi chiama così. Sono Betty, Amora, Gingy, Bettiga, Pivot, Bets, Mary, Meri, Rosy, Rosa, Love. Queste sono un po’ “le mie radici”, quello che porto "di me e con me"  in terra africana..in una terra nuova con colori, profumi, volti e tradizioni da conoscere e condividere.
A presto

SCErcando cosa dire...



10 febbraio 2012


E' venerdì mattina, una bella giornata. Il programma della formazione sembra abbastanza leggero: fare comunicazione... mi sbagliavo, non ho ancora imparato che qui niente è come sembra!
Mi chiedono di presentarmi, di scrivere qualcosa su di me... e comincio ad agitarmi!
Non sono brava ad improvvisare. Ci sono persone che riescono a trovare subito la cosa giusta da dire, che hanno sempre qualcosa da dire, ci sono persone che riempiono un foglio bianco in fretta... io non sono tra queste!
Mi chiedono di presentarmi e comincio a pensare a come essere originale, a come essere divertente, a come essere profonda... intanto passa il tempo, e non ho ancora scritto niente! 
Eppure non è una richiesta difficile: “racconta qualcosa di te”, chi più di me sa raccontare qualcosa su di me? 
All'improvviso però mi rendo conto che nelle ultime due settimane i miei pensieri sono molto confusi, ho in mente tante cose da chiedere, da raccontare, da immaginare, e anche una semplice domanda può crearmi qualche problema...