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venerdì 1 febbraio 2013

La palabra más sencilla del mundo - Italiano y español


LA PAROLA PIU' SEMPLICE DEL MONDO -


A un anno esatto dall'inizio di questa avventura, proprio quando vorrei scrivere un ultimo pensiero intelligente, tutte le parole che potrei spendere battono in ritirata. Neanche le immagini, quelle migliaia di volti, situazioni, panorami collezionati in questo tempo, mi vengono in aiuto. Sembra tutto superfluo. Niente essenziale o così significativo.
E quindi, con una delle più semplici parole mai esistite mi esprimo e dico GRAZIE.



Ai miei responsabili-armadilli di Caritas Ambrosiana, per aver creduto in me, regalandomi questa opportunità.

Al personale, ai ragazzi e alle famiglie del Guis, che mi hanno accolto con un sorriso e dato libertà di sperimentare, proporre, sbagliare, imparare.

Alle compagne Nica-SCE, con le quali ho creato e vissuto la nostra piccola e loca comunità, per tutte le risa, i litigi e le esperienze che ci hanno fatto crescere insieme.

A tutti gli altri compagni di servizio sparsi in giro per il mondo, che hanno condiviso con me momenti importanti e racconti esotici dai quattro punti cardinali.

A tutti i volti incontrati in Nicaragua, le persone appena conosciute e quelle diventate amiche dell'anima, che per un momento o mille mi hanno tenuto compagnia riempiendomi i giorni e la valigia.

A chi, famiglia o amici, ha saputo starmi vicino, nonostante un oceano nel mezzo, per poi riaccogliermi e riscaldarmi in questo inverno italiano d.o.c.




E a tutte le persone a cui questo grazie è rivolto, mi sento di fare un augurio, uno tra i tanti che si potrebbero fare. Il mio oggi è questo:

Ti auguro tempo. Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno.Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa. Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri. Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento. Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perchè te ne resti; tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull'orologio. Ti auguro tempo per toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare. Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare. Non ha più senso rimandare. Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono. Ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Poesia indiana









LA PALABRA MÁS SENCILLA DEL MUNDO


Hace exactamente un año desde el comienzo de esta aventura, justo cuando quería escribir un último pensamiento inteligente, todas las palabras que yo pudiera utilizar se van. Ni las imagenes, los miles de rostros, situaciones, paisajes recogidos en este entonces, ven en mi ayuda. Todo parece superfluo. Nada esencial o tan significativo.
Entonces, con una de las palabras más sencilla jamas existida me expreso y digo GRACIAS.



A mis responsables de Caritas Ambrosiana, por creer en mi, dándome esta oportunidad.

Al personal, a los niños y a las familias del Guis, que me recibieron con una sonrisa y que me han dado libertad de experimentar, proponer, cometer errores y aprender.

A las compañeras Nica-SCE, con las que he creado y vivido nuestra pequeña y loca comunidad, para todas las risas, las peleas y las experencias que nos han hecho crecer juntas.

A todos los demás compañeros de servicio repartidos por todo el mundo, que compartiron conmigo momentos importantes y cuentos exoticos de los cuatro puntos cardinales.

A todos los rostros encontrados en Nicaragua, las personas que cruzaron mi camino por un ratito y las que se convirtieron en amigos de l'alma, que por un momento o mil me hicieron compañía llenando mis días y mi maleta.

A quien, familia o amigos, ha sido capaz de estar cerca de mi, a pesar de un océan en el medio, para luego re-acogerme y calientarme en este invierno italiano d.o.c.



Y a todas las personas a las que se dirige este agradecimeinto, quiero pedir un deseo, uno de los tantos que se podía pedir.

Te deseo tiempo. No te deseo un regalo cualquiera, te deseo aquello que la mayoría no tiene. Te deseo tiempo, para reír y divertirte, si lo usas adecuadamente podrás obtener de el lo que quieras. Te deseo tiempo para tu Hacer y tu Pensar, no sólo para ti mismo sino también para dedicárselo a los demás. Te deseo tiempo no para apurarte y andar con prisas sino para que siempre estés content@. Te deseo tiempo, no sólo para que transcurra, sino para que te quede: tiempo para asombrarte y tiempo para tener confianza y no sólo para que lo veas en el reloj. Te deseo tiempo para que toques las estrellas y tiempo para crecer, para madurar. Para ser tu. Te deseo tiempo, para tener esperanza otra vez y para amar, no tiene sentido añorar. Te deseo tiempo para que te encuentres contigo mism@, para vivir cada día, cada hora, cada minuto como un regalo. También te deseo tiempo para perdonar y aceptar. Te deseo de corazón que tengas tiempo, tiempo para la vida.

giovedì 6 dicembre 2012

Shakireggiando: il video tanto atteso è arrivato!


Nataleee!!!!!


Anche qui la Navidad è il periodo più festeggiato e atteso dell'anno.
Già ad ottobre arrivano le prime insegne e i primi messaggi pubblicitari e dall'aula di Multi del Guis (la classe dei bimbi con disabilità fisica severa) rieccheggiano incessantemente musichette navideñe, che ritrovo con stupore la sera al supermercato, mentre tento di farmi strada tra panettoni, festoni natalizi e ceste regalo.


Col primo di novembre scattano i grandi preparativi.
Managua si trasforma in una specie di Las Vegas adornando strade e rotonde con luci di tutti i colori dell'arcobaleno e oltre - spero non vogliate l'albero di Natale, al massimo qui possiamo offrirvi qualche palma! - e al Guis è gara tra alunni e prof (soprattutto!) a chi addobba la classe in maniera più ricca e originale... la classifica ufficiale deve ancora uscire, ma io al primo posto metterei la decorazione del Salón de Apoyo Pedagogico: un gran ramo spoglio piantato in un vaso a mo' di albero, tutto ricoperto di candido cotone con tanto di palline rosse-oro... et voualà, anche noi abbiamo la neve!


La competizione però va ben oltre e riguarda questioni sostanziali: nientepopodimeno che...
la FIESTA DE FIN DE AÑO!
Eh sì, perchè il 23 novembre è l'ultimo giorno di scuola e tradizione vuole che si chiuda l'anno in bellezza con un appuntamento in maschera per alunni e genitori in cui salutarsi e scambiarsi gli auguri.

Così, i giorni precedenti al grande evento, ogni classe ha inventato  e messo a punto un numero da presentare il 23: chi i 3 cerditos (3 porcellini) navideños, chi la vecchia fattoria (ovviamente in spagnolo... la finca de tio Tobía!), poi balli, canti, chi più ne ha più ne metta... e noi volontarie italiane, senza arte nè parte, ci mettiamo un bel numero a sorpresa.


Certo, forse tutti si aspettavano un'atmosfera natalizia strappalacrime... e invece, Signori e Signore, ecco a voi: SHAKIRA(S)!!!!





Buone risate...




...e Feliz Navidad a tutti!


mercoledì 7 novembre 2012

Pronto soccorso nica e altre saggezze popolari

 
 

 
 
Aiuto aiuto, mi ha punto uno scorpione! Non preoccuparti, tutto se ne andrà con acqua, zucchero e succo di limone!



E se lo sguardo di fuoco di un borracho incontra il corpicino indifeso di un bebè?

In questo caso calentura assicurata, ma il rimedio sempre c'è: lo stesso ubriacone, o un suo collega non importa, dev'essere dal bimbo ricondotto, sputargli saliva e guaro su po' sopra un po' sotto, con la maglietta sudata avvolgerlo tutto e dopo una bella squassatina se ne scapperà via il male brutto! Se poi questo non dovesse funzionare, una seconda possibilità rimane, molto banale: si sà che le donne incinte sono un gran toccasana e infatti, succhiando un po' di latte da una primipara - che ovviamente di latte ancora non ne ha! - il suddetto bimbo in forza tornerà!

 
 

 
 
A mio chiedere perché nel mio paese questo non accade, giustamente mi fanno notare che non c'è tanto sole né così tanti borrachos per le strade... qui però, mi assicurano, a tutti i bimbi almeno una volta succede: è normale, quasi obbligatorio, e per evitare che di nuovo succederà la nipotina di Doña Chayo indossa fiera dall'alto dei suoi sei mesi un bracciale-amuleto macho y hembra che dal mal de ojo la proteggerà.

Quando la calentura non da un borracho proviene ma da forte sol che ti regala sempre ben più di una bruciatura, allora il rimedio è differente e chiama in causa il potere delle piante: con un bel bagno di ruta e guaro (che dire, l'alcool, sarà banale, ma rimane sempre l'elemento essenziale!) il povero malcapitato suda suda suderà e presto nuovo si sentirà!

 


 
Sempre a proposito di piante, ve ne conto una bella: che ogni donna sia pericolosa, questo lo si dice senza posa. Quando poi ci troviamo nel nostro periodo mestruale, per mantenere la buona sorte evitare il contatto diventa una questione di vita o di morte!

I veri campesini nica questo lo sanno bene, e ad ogni donna, nei suddetti giorni, proibiranno di passeggiare nei dintorni... le spiegazione scientifica è che con tutto quel “calore” il raccolto immediatamente si guasterebbe come neve al sole!

 
 


Tutto questo lo imparai nelle varie occasioni in cui con la gente di qui mi ritrovai: quindi un grazie speciale a Jasmina, Chilo e a tutta l'equipe del Guis, che all'ora di mangiare sempre un sacco di bambanate suelen raccontare; a Chayo la cuciniera e alle sue tre generazioni di mujeres, che nella loro casa mi hanno accolto mostrandomi la veridicità di ogni racconto; a Don Juan custode della finca, i cui saperi mi sono arrivati tramite Marta e Eli, la dueña della Quinta...



E se il tuo ospite ti mette la scopa para atrás?!?

Finora - gracias a Diós! - non mi successo, se e quando capiterà, buon tema per un altro post questo sarà...
 
 
 

martedì 25 settembre 2012

Radio Kindu - Hit parade SCE - Nicaragua

Ed eccoci qui anche dal Nica con il tormentone 2012!

Visto che la hit dell'estate già ve l'abbiamo proposta e il tormentone romantico ce lo ha rubato la Bolivia (eh sì, l'America è piccola...) ecco a voi il tormentone ballabile!

La canzone originale è brasiliana, ma questa è rigorosamente versione Nica, testo estremamente "profondo" e con tutto il repertorio di 'sculettamenti' e 'ancheggiamenti' puro latin-style che qui vanno alla grande fin dalla prima elementare!

Non ve la toglierete più dalla testa, garantito!!


venerdì 10 agosto 2012

¿Que pasa?

¿Que pasa?

Pasa que ritorno dalle vacanze e la Bea si è ammalata di Dengue. Pasa que nel giro di pochi giorni diventiamo esperte di ospedali nica e malattie tropicali.
Pasa la preparazione dei Cantieri, l'arrivo della nuova assistente sociale, il corso di Ludopedagogia e l'accoglienza dei ragazzi in aereoporto... il primo loro giorno a Nueva Vida, il primo fin de semana fuoriporta, la prima settimana di lavoro con nuove sfide, nuove emozioni e stessi volti – ragazzi, bimbi, colleghi ormai famigliari – osservati da occhi diversi... pasa il tentativo di raccontare, di accompagnare, di facilitare.
Pasa la mattina che mi sveglio alle 5 per parlare con mamma e invece finisco a litigare su Skype, che quando serve non funziona; pasa que in Italia è nato Giuseppe, il mio primo nipotino adottivo tra la mia cerchia di amici più stretti... pasa que Gibbo e Carlotta sono tornati dal loro viaggio di nozze sul Kilimangiaro, mio fratello Stefano è tornato da un mese di Etiopia e io ancora non sono riuscita a sentirli... e pasa que mia nonna mi manda un messaggio con scritto «Prova Prova» e probabilmente ora penserà che la prova non sia funzionata perchè ancora non gli ho risposto.
Pasa l'unica mañana libera in una finca ad ascoltare ricordi di gioventù sandinista e ad assistere alla progettazione di un sogno che sà di olismo ed ecologia, pasa que nel tardo pomeriggio mi perdo a un km da casa, attraversando quartieri e strade inaspettatamente sconosciuti. Pasa que la sveglia non mi sveglia e neanche il caffè fa il suo lavoro. Pasa que parlo italiano agli spagnoli e spagnolo agli italiani. Pasa que al Guis sono tutti in fermento per la Semana de la Discapacidad, e io mi sento un po' schizofrenica-iperattiva saltando senza soluzione di continuità dal numero del circo al taller per la giornata di convivenza, dallo spettacolo di burattini al paseo al mar...
Pasa que al lavoro una collega mi legge negli occhi e mi offre uno spazio, parole, abbracci come un'amica verdadera. Pasa que la stessa sera mi trovo a ricevere critiche sul mio carattere e mi faccio una buona iniezione di umilità per cercare di farne tesoro.

Pasa que, lasciandomi conoscere nella mia vulnerabilità, ho ricevuto anche consigli, come quello di scrivere per raccontare cosa faccio qui… e più che raccontare cosa faccio ho deciso di raccontare un po' di cosa sono in questo momento... lo racconto alla famiglia, agli amici lontani, alle compagne SCE, ai cantieristi, a me stessa... e anche a quelli che non conoscendomi arrivano qua per caso, ai quali faccio una pernacchia e grido che La vita è bella!!!

mercoledì 30 maggio 2012

Di tutto un po...st

29/05/2012  Modena

Appena tornata incredibilmente illesa da un posto pericolosisimooo! dove la gente ti assalta per strada, ti rapina, ti deruba, dove l'aqua torrenziale della stagione delle pioggie si porta via tutto e i capricci della terra fanno crollare e radono al suolo intere città... mi ritrovo qui, nella mia terra natale, a ballare con un ritmo sconosciuto insieme a famigliari, amici, concittadini ormai stanchi e spaventati... guarda un po' le assurde capriole del vento e del destino!

 

Dal giardino - perchè fuori si sta, in città sembra che abbiano proclamato un nuovo Festival dell'Aria Aperta! e invece no, è solo il terremoto - con un lieve giramento di testa, ormai fisso dopo le tre scosse di oggi, e un discreto senso di impotenza, mi viene in mente che prima di partire, cioè di tornare, cioè...boh! volevo scrivere un post, di saluto al Nicaragua, di riflessione sulla speranza, sul senso del nostro servizio, sul senso..

Ma forse ora, vista la situazione, non ci sta.

O forse ci sta.


E allora mi faccio aiutare dalle voci dei bimbi del Guís:







Mi faccio aiutare dalla parole di Enzo Bianchi, che ho riscoperto, grazie al regalo di un'amica, durante la mia permanenza in terra nica:

«Ma la speranza nasce quando si prende posizione riguardo al futuro, quando si pensa che un avvenire sia ancora possibile per un individuo, una società, l'umanità intera: si tratta di vedere oggi per il domani. Scegliere di sperare significa decidersi per una responsabilità, per un impegno riguardo al destino comune, significa educare le nuove generazioni trasmettendo loro la capacità di ascoltare e di guardare l'altro: quando due esseri umani si ascoltano e si guardano con stupore e interesse, allora nasce e cresce la speranza [...] Sperare è possibile solo se si spera per tutti» (E. Bianchi, Ogni cosa alla sua stagione).


Mi faccio aiutare da un'immagine, un murales di Ciudad Sandino, comprensibile anche agli analfabeti...

lunedì 16 aprile 2012

La triste storia del sacchettino di tacos [ + inedita colonna sonora!]


Cosa vi immaginate dalla Jornada de la Limpieza?!?
...
...


Ma passiamo ad un'altra storia.

Agua, Aguaa! Churros! Melcochas, Melcochas, Melcochaasss!!! Gaseosa! Frescoo! Cosas de Horno!!
E così scintillanti lattine, invitanti pacchettini, immacolati sacchettini di plastica, bottiglie, fazzolettini, foglie di banano iniziano a passare di mano in mano ai passeggeri fino ai più impenetrabili angoli del bus... e poi?









Passiamo ad un'altra storia.
Costa Caribe, Awas.
In questo minuscolo villaggetto di pescatori miskito contemplo il paesaggio rapita dalla bellezza di un angolo di mondo ancora inviolato e sconosciuto al turismo di massa. Seduta ai bordi della laguna, sotto una palma da cocco dal fusto fiero e slanciato, da una baracca vedo uscire una piccola bimba che viene verso di me... che carina, guarda l'essere umano nella sua semplicità e naturalezza!
Ma in un battibaleno splash!!! e i miei fini pensieri eco-antropo-filosofici si dissolvono e si allontanano come quella lattina, appena gettata in acqua dalla mani della bimba. E io, come un bimbo, non riesco a trattenere una lacrima.



Sempre Costa Caribe. Laguna da Perlas.
Nel lungo viaggio di ritorno in bus verso la civiltà, attraversiamo, su una strada sterrata e polverosa, un'immensa foresta tropicale, con centinaia di specie arboree differenti che si perdono alla vista e portentosi giganti verdi stile Avatar... uno dei polmoni verdi del Nicaragua e di tutta l'America Centrale.
Ma lo volete sapere come sta il nostro polmone verde? Davvero siete così curiosi?!?
E allora... preparatevi a passeggeri che senza il ben che minimo pensiero gettano i rifiuti fuori dal finestrino (ecco dove finiscono le scintillanti lattine, gli invitanti pacchettini, gli immacolati sacchettini di plastica, le bottiglie, i fazzolettini, le foglie di banano!), a immense monoculture di banani, palme da cocco e da olio e ai giganti verdi che, per quanto portentosi, non stanno certo opponendo resistenza al nostro rapido passaggio con seghe e macheti alla mano.
Qualche saggia persona (giusto per ricollegarmi al mio ultimo post!), probabilmente a qualche altra latitudine – ma che importa, tutto il mondo è paese! - di fronte ad uno spettacolo de genere, si chiese: « come si fa a stroncare in così poco tempo la vita di un essere che ha impiegato così tanti secoli a crescere, resistendo a uragani, tempeste e a tutte le forze della natura?».
Beh, se proprio lo volete sapere, venite qui a vedere che ne rimane dei nostri giganti.




Ma passiamo pure ad un'altra storia.
Elena, Emilia, Beatrice, Cristina, col loro spiccato senso civico e le buoni abitudini di educate e coscienziose cittadine italiane, all'interno della loro Nicasina sono alle prese col problema spazzatura... o pattume... o munnezza... o basura... o come lo volete chiamare.
Già la prima settimana la sconvolgente scoperta: « Qui non si fa la raccolta diferenziata! Ci pensano poi nella chureca a riciclare tutto!»
«Ma come? E noi che eravamo così bene abituate a tutti i nostri ordinati cestini colorati, ora che facciamo??» Per alleviare la frustrazione e il senso di colpa, trovano un'idea geniale: « noi comunque continuiamo a differenziare la spazzatura, in modo che i poveretti che ci metteranno le mani almeno si trovino il lavoro un po' facilitato!».
Idea geniale, sì. Quando passa il camion della basura loro consegnano agli addetti i loro ordinati sacchettini... per poi però leggere sulla Prensa di qualche giorno dopo che i lavoratori - nonchè abitanti – della chureca di Managua stavano scioperando perchè gli uomini del camion – gli operatori ufficiali diciamo, a cui le nostre ecopaladine avevano consegnato gli ordinati sacchettini – si stavano appropriando indebitamente della spazzatura, unica fonte di reddito degli altri!
Che è successo??
Collaborazione a delinquere! In pratica le nostre Nica hanno facilitato, senza saperlo, un giro d'affari illecito di spazzatura! Con la coda tra le gambe, cercano di guardare il problema da un altro punto di vista, e credono, per un attimo, di aver trovato la soluzione, soluzione per altro sostenuta da diverse voci ecologiste: «se non è possibile ricliclare, proviamo a produrre meno rifiuti possibile». Così, munite di buona volontà, si recano al supermercato... peccato che produrre imballaggi/rifiuti appaia subito come lo sport nazionale! E parte la sfida (impossibile!) a trovare un pacco di biscotti non suddiviso in almeno 6 monoporzioni tutte rigorosamente impacchettate, o a comprare un pacco di pasta più grande di 200 gr, o a convincere il cassiere che possiamo fare a meno di tutti quei sacchettini (per una intera spesa ce ne vorrebbero almeno 10!) perchè ci siamo portati lo zaino da casa!



Di storie, aneddoti e punti di vista ce ne sarebbero tanti altri e sicuramente il mio è molto diverso da quello degli abitanti/lavoratori delle chureca di Managua, o da quello di Roberto un alunno del Guis, che nella chureca di Nueva Vita ci passa i pomeriggi, o da quello dei campesinos della Costa Caribe, che evidentemente per qualche motivo hanno deciso (o gli hanno fatti decidere, chissà) che quelle foreste vergini e quei giganti centenari non erano poi così importanti...



Sò solo che oggi al Guis c'è stata la Jornada de la Limpieza, io sono andata, ho ripulito il mio bel tetto da rami e foglie, abbiamo tirato a lucido giardino, orto e marciapiede... ma, invece del profumo di pino silvestre che ben si addice – secondo i miei standard occidentali, ovviamente!– alle pulizie di Pasqua (di questo si trattava insomma) ho creduto per un attimo di essere arrivata proprio sulla bocca dell'Inferno! Cioè, qui la gente è abituata a bruciare immondizia in ogni angolo della strada, io invece non ancora, e mi sono trovata a saltare da una parte all'altra del cortile in cerca di uno spazio d'aria minimamente respirabile... mission impossible, naturalmente!
E così, rassegnata, ho terminato la mia Giornata  della Limpieza alimentando il puzzolente falò col sacchettino di plastica dei gustosi tacos di Doña Chilito.

martedì 13 marzo 2012

... ma l'anima arriva camminando


10 marzo 2012.

Oceano Pacifico.

Orario indefinito in una meravigliosa notte di luna piena e stelle.

Me ne sto qui accoccolata su una seggiola di bambù a pochi metri dalla spiaggia ascoltando il vento, le cicale e il latrare dei cani in lontananza.

Finalmente un momento per me, per ascoltare ed ascoltarmi. Nonostante la stanchezza, l'ho cercato perchè ne ho bisogno.

Così mi chiedo: io come sto?

L'ho notato già da alcuni giorni e ne sono quasi stupita... io mi sento proprio serena, e questo è un gran buon segno! Poi faccio un tentativo di riflessione più approfondita riguardo a queste due prime settimane di servizio ma mi accorgo che non ci riesco, che, in generale, è come se mi stesse sfuggendo qualcosa: il senso di questa esperienza, il tempo, la profondità... forse le cose che vivo, i posti bellissimi e bruttissimi che vedo, le persone che incontro, devono ancora tutte acquistare spessore, tridimensionalità.

Due settimane in fondo potrebbe essere la durata di una vacanza, e in una vacanza spesso non riesci a far tue tutte le cose, ma semplicemente passi e vai. Io invece resterò. E spero che in questo restare andrà a prendere forma e spessore ai miei occhi quest'esperienza che è già realtà e che ha solo bisogno di essere vissuta, fatta entrare, riconosciuta, integrata.

Ci penso un po' su e mi ricordo di un antico detto di qualche saggio popolo indigeno, secondo cui quando viaggiamo la nostra anima viaggia con noi ma, a differenza del corpo che, una volta salito su un aereo può trasferirsi da una parte all'altra in meno di 24 ore, lei è più tradizionalista e, ovunque siamo diretti, arriva camminando.

Mi piace pensare che questa sensazione di irrealtà e inafferrabilità che vivo sia spiegabile così, col fatto che forse sto ancora aspettando di arrivare davvero.




P.S: quando arriverò vi farò un fischio, mi guarderò ben bene intorno e magari potrò raccontarvi qualcosa di più concreto!


venerdì 10 febbraio 2012

Un post dove andare

Desiderio di conoscere, di sbirciare al di là del mio piccolo orto, voglia di mettersi in gioco, di incontrare, di sperimentarsi, bisogno di trovare un senso, di condividere, di crescere ancora...

Ho iniziato il mio Servizio Civile da 10 giorni, conosco – almeno un po'! - le motivazioni che mi hanno portato qui ora, sò che queste motivazioni mi porteranno a Manuagua, in Nicaragua... ma in realtà non sò davvero dove mi porteranno!

E' curioso osservare le reazioni delle persone quando racconto di questa scelta e ancor più curioso osservare me stessa, nel raccontarmi ogni volta con sfumature diverse, con motivazioni nuove... ieri, finita la giornata di formazione, sono tornata a casa con questo pensiero: chissà come si potranno coniugare tutti questi bei discorsi sulla cooperazione internazionale, sull'educazione alla mondialità con la mia formazione? ...Una psicologia della mondialità? Una cooperazione olistica??

Non lo sò... intanto vado, ho un posto dove andare, ho persone da incontrare, avrò crisi da affrontare (come ci dicono qua!), avrò un mondo da scoprire, fuori e dentro me! Intanto vado per riscattare e alimentare quella consapevolezza di cittadina del mondo che non ho mai tanto coltivato, vado perchè fino ad ora almeno una cosa l'ho compresa: che siamo interconnessi, che tutti, in fondo, siamo uno, che non posso vivere tutta la vita rinchiusa nel mio bozzolo felice perchè così davvero felice non lo sarò mai! Vado perchè, come dicono certi movimenti  alternativi/"fricchettoni" che ultimamente mi stanno simpatici, l'umanità è una e uno sarà il cammino da fare tutti insieme per uscire da questa crisi (parola chiave degli ultimi anni!) economica, ecologica, umana, mondiale!

Bene, con questo "velo" di utopia e pronta a scontrarmi con la realtà tra una quindicina di giorni prenderò un aereo... vi racconterò e forse là troverò anche il motivo che mi ci ha portato!
Lo scopriremo solo vivendo!