lunedì 16 aprile 2012

La triste storia del sacchettino di tacos [ + inedita colonna sonora!]


Cosa vi immaginate dalla Jornada de la Limpieza?!?
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Ma passiamo ad un'altra storia.

Agua, Aguaa! Churros! Melcochas, Melcochas, Melcochaasss!!! Gaseosa! Frescoo! Cosas de Horno!!
E così scintillanti lattine, invitanti pacchettini, immacolati sacchettini di plastica, bottiglie, fazzolettini, foglie di banano iniziano a passare di mano in mano ai passeggeri fino ai più impenetrabili angoli del bus... e poi?









Passiamo ad un'altra storia.
Costa Caribe, Awas.
In questo minuscolo villaggetto di pescatori miskito contemplo il paesaggio rapita dalla bellezza di un angolo di mondo ancora inviolato e sconosciuto al turismo di massa. Seduta ai bordi della laguna, sotto una palma da cocco dal fusto fiero e slanciato, da una baracca vedo uscire una piccola bimba che viene verso di me... che carina, guarda l'essere umano nella sua semplicità e naturalezza!
Ma in un battibaleno splash!!! e i miei fini pensieri eco-antropo-filosofici si dissolvono e si allontanano come quella lattina, appena gettata in acqua dalla mani della bimba. E io, come un bimbo, non riesco a trattenere una lacrima.



Sempre Costa Caribe. Laguna da Perlas.
Nel lungo viaggio di ritorno in bus verso la civiltà, attraversiamo, su una strada sterrata e polverosa, un'immensa foresta tropicale, con centinaia di specie arboree differenti che si perdono alla vista e portentosi giganti verdi stile Avatar... uno dei polmoni verdi del Nicaragua e di tutta l'America Centrale.
Ma lo volete sapere come sta il nostro polmone verde? Davvero siete così curiosi?!?
E allora... preparatevi a passeggeri che senza il ben che minimo pensiero gettano i rifiuti fuori dal finestrino (ecco dove finiscono le scintillanti lattine, gli invitanti pacchettini, gli immacolati sacchettini di plastica, le bottiglie, i fazzolettini, le foglie di banano!), a immense monoculture di banani, palme da cocco e da olio e ai giganti verdi che, per quanto portentosi, non stanno certo opponendo resistenza al nostro rapido passaggio con seghe e macheti alla mano.
Qualche saggia persona (giusto per ricollegarmi al mio ultimo post!), probabilmente a qualche altra latitudine – ma che importa, tutto il mondo è paese! - di fronte ad uno spettacolo de genere, si chiese: « come si fa a stroncare in così poco tempo la vita di un essere che ha impiegato così tanti secoli a crescere, resistendo a uragani, tempeste e a tutte le forze della natura?».
Beh, se proprio lo volete sapere, venite qui a vedere che ne rimane dei nostri giganti.




Ma passiamo pure ad un'altra storia.
Elena, Emilia, Beatrice, Cristina, col loro spiccato senso civico e le buoni abitudini di educate e coscienziose cittadine italiane, all'interno della loro Nicasina sono alle prese col problema spazzatura... o pattume... o munnezza... o basura... o come lo volete chiamare.
Già la prima settimana la sconvolgente scoperta: « Qui non si fa la raccolta diferenziata! Ci pensano poi nella chureca a riciclare tutto!»
«Ma come? E noi che eravamo così bene abituate a tutti i nostri ordinati cestini colorati, ora che facciamo??» Per alleviare la frustrazione e il senso di colpa, trovano un'idea geniale: « noi comunque continuiamo a differenziare la spazzatura, in modo che i poveretti che ci metteranno le mani almeno si trovino il lavoro un po' facilitato!».
Idea geniale, sì. Quando passa il camion della basura loro consegnano agli addetti i loro ordinati sacchettini... per poi però leggere sulla Prensa di qualche giorno dopo che i lavoratori - nonchè abitanti – della chureca di Managua stavano scioperando perchè gli uomini del camion – gli operatori ufficiali diciamo, a cui le nostre ecopaladine avevano consegnato gli ordinati sacchettini – si stavano appropriando indebitamente della spazzatura, unica fonte di reddito degli altri!
Che è successo??
Collaborazione a delinquere! In pratica le nostre Nica hanno facilitato, senza saperlo, un giro d'affari illecito di spazzatura! Con la coda tra le gambe, cercano di guardare il problema da un altro punto di vista, e credono, per un attimo, di aver trovato la soluzione, soluzione per altro sostenuta da diverse voci ecologiste: «se non è possibile ricliclare, proviamo a produrre meno rifiuti possibile». Così, munite di buona volontà, si recano al supermercato... peccato che produrre imballaggi/rifiuti appaia subito come lo sport nazionale! E parte la sfida (impossibile!) a trovare un pacco di biscotti non suddiviso in almeno 6 monoporzioni tutte rigorosamente impacchettate, o a comprare un pacco di pasta più grande di 200 gr, o a convincere il cassiere che possiamo fare a meno di tutti quei sacchettini (per una intera spesa ce ne vorrebbero almeno 10!) perchè ci siamo portati lo zaino da casa!



Di storie, aneddoti e punti di vista ce ne sarebbero tanti altri e sicuramente il mio è molto diverso da quello degli abitanti/lavoratori delle chureca di Managua, o da quello di Roberto un alunno del Guis, che nella chureca di Nueva Vita ci passa i pomeriggi, o da quello dei campesinos della Costa Caribe, che evidentemente per qualche motivo hanno deciso (o gli hanno fatti decidere, chissà) che quelle foreste vergini e quei giganti centenari non erano poi così importanti...



Sò solo che oggi al Guis c'è stata la Jornada de la Limpieza, io sono andata, ho ripulito il mio bel tetto da rami e foglie, abbiamo tirato a lucido giardino, orto e marciapiede... ma, invece del profumo di pino silvestre che ben si addice – secondo i miei standard occidentali, ovviamente!– alle pulizie di Pasqua (di questo si trattava insomma) ho creduto per un attimo di essere arrivata proprio sulla bocca dell'Inferno! Cioè, qui la gente è abituata a bruciare immondizia in ogni angolo della strada, io invece non ancora, e mi sono trovata a saltare da una parte all'altra del cortile in cerca di uno spazio d'aria minimamente respirabile... mission impossible, naturalmente!
E così, rassegnata, ho terminato la mia Giornata  della Limpieza alimentando il puzzolente falò col sacchettino di plastica dei gustosi tacos di Doña Chilito.

2 commenti:

  1. bello, Cri!! guarda, mi pare proprio di essere lì...! e che belle foto... ;)

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  2. Vero?!
    E immagino che alcune delle foto ti risultino proprio famigliari... per fortuna che almeno quelle si possono riutilizzare! :)

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