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lunedì 19 novembre 2012

Una striscia rosso sangue…

Gaza non propriamente in prima pagina!
Premessa
Si sa che i media nostrani sono sempre un po’ riservati nel parlar di “cose lontane” per umiltà, poca conoscenza o semplicemente perché i corrispondenti sono un lusso e costano e oggigiorno le notizie fanno fatica a pagarsi… Quindi prima di addentrarci in questa selva oscura di dichiarazioni dei vari potenti di turno circa quanto sta succedendo in Medio Oriente, riportiamo oggi (data astrale 19 novembre 2012) ciò che viene titolata come prima notizia sulle Home Page dei principali quotidiani nazionali.

La Stampa, La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Giornale, Libero, Il Messaggero, il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 ore
Sequestro Spinelli: il cassiere di Berlusconi rapito per alcune ore nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, per un dossier che potrebbe ribaltare la sentenza Lodo Mondadori...! Gli indagati avrebbero chiesto come estorsione 35 milioni di € in cambio di carte importanti per Berlusconi contro De Benedetti.
 
 


Chi apre su Gaza e la nuova guerra in Medio Oriente sono “il diavolo e l’acqua santa”: Il Manifesto e Avvenire.



Non è per stilare una classifica ma solo per registrare un dato di fatto. La notizia dei bombardamenti su Gaza e Israele viene citata da tutti come seconda, terza o più giù, e se si va a leggere nelle rispettive pagine degli Esteri la troviamo. Ma in che modo? E cosa si sottolinea?

Tutti cercano di descrivere la complessa situazione e per non rischiare di essere di parte quello che ci vuole è una bella equidistanza che convinca i lettori da che parte sta il male e da quale il bene. Quasi mai l’operazione riesce a ricordare quali siano i diritti e doveri di ciascuno!
In modalità random sottolineiamo e commentiamo le interessanti dichiarazioni di “autorevoli” esponenti della politica internazionale, lasciando a ciascuno la riflessione sull'opportunità delle stesse. Noi speriamo siano frutti di errori di traduzione...

N. d. A. Alcune meriterebbero di essere segnalate su un blog leggermente satirico come Spinoza!
da Il Corriere della Sera

«Hamas apre il fuoco dalle aree civili e colpisce la propria gente». Per Catherine Ashton, Alto Rappresentante per la Politica Estera dell'Ue, serve «una soluzione a lungo termine che assicuri pace e sicurezza alla gente che vive in quella zona». Quanto è lungo il termine? Quale zona?
Mentre Terzi, il Ministro degli Esteri Italiano, annuncia che «ci sono le premesse perchè si arrivi a una tregua nelle prossime ore», ma Israele può «autolimitare la sua forza solo se c'è sicurezza assoluta che i lanci di missili non si ripetano».

Autolimitare? Forse bombardando a giorni alterni così il PM10 delle polveri sottili non aumenta...
ISRAELE - Mentre le offensive continuano, secondo un sondaggio del quotidiano Haaretz, l'84% degli israeliani appoggia l'operazione «Colonna di nuvola», contro un 12% che la rifiuta. A schierarsi per un attacco via terra su Gaza è solamente il 30% del campione di israeliani consultato dal giornale, mentre il 39% intende continuare solo con gli attacchi aerei. Intanto per il figlio di Sharon, Gilad, bisognerebbe radere al suolo tutta Gaza. Perché «gli americani non si sono fermati a Hiroshima: i giapponesi non si stavano arrendendo abbastanza in fretta, così hanno colpito anche Nagasaki».

Certo sarebbe interessante sentire il parere dei Giapponesi, ma la storia non la scrive chi perde la guerra...



da La Stampa
Rasmussen, Segretario Generale della Nato: «Sono molto preoccupato per l’escalation» a Gaza, dove da una parte «gli attacchi contro Israele devono cessare» e dall’altra «la comunità internazionale si aspetta che Israele mostri moderazione».

Forse "modearazione" significa: "Ragazzi, l’accordo è semplice: basta razzi. E noi sganciamo ordigni light".
Ban Ki-moon ha parlato mentre era diretto per Il Cairo dove si unirà ai colloqui in corso per una possibile tregua. Il Segretario delle Nazioni Unite ha lanciato un appello per un cessate il fuoco immediato.

Certo che se ci si mette anche l’Onu a lanciare qualcosa… Provare a stare un po’ fermi ed azionare solo il cervello?


da Il Giornale

Un comunicato del portavoce militare israeliano traccia una sorta di riassunto dell'operazione "Colonna di nuvola": "L'aviazione israeliana ha colpito 1.350 "siti terroristici". Nella notte ne sono stati centrati 80: fra questi rampe sotterranee di lanci di razzi; tunnel utilizzati a fini terroristici; basi di addestramento e cellule impegnate nel lancio di razzi".   

Oltre ad un certo numero di civili che abitano in quei quartieri… Con tutto lo spazio e la terra che ci sono a Gaza dove poter sopravvivere! A proposito, ma l’operazione non si chiamava “pilastro di difesa”?
Gli emissari della Lega Araba saranno domani a Gaza, mentre ieri Laurent Fabius, il Ministro degli Esteri francese, ha incontrato Netanyahu: «La guerra deve essere evitata», ha detto. Quello che la comunità internazionale cerca in queste ore di evitare è un'offensiva di terra israeliana.

Oui, bien sûr, la guerre doit être évitée, les bombardements sont une autre chose...!
Ieri il Presidente americano Obama, pur difendendo il diritto d'Israele a difendersi dal lancio di razzi, ha detto che un'incursione di terra rischia di gonfiare il numero delle vittime. William Hague è andato oltre. Anche il Ministro degli Esteri britannico ha rinnovato il proprio sostegno a Israele per poi però ricordare che un'invasione costerebbe al governo di Netanyahu l'appoggio internazionale.

Certo che il rischio di “gonfiare” il numero delle vittime è troppo anche per un Premio Nobel della Pace!
 
 
da Libero

Il quotidiano Haaretz sottolinea che l’operazione «Pilastro di Difesa» può aprire la strada ai raid contro i siti atomici iraniani anche se sul piano militare si tratta di operazioni molto diverse tra loro. Il rischio è semmai che una lunga battaglia a Gaza (il comando israeliano ha avvertito la popolazione di prepararsi ad almeno sette settimane di guerra) allarghi il conflitto all’Egitto, agli Hezbollah libanesi o allo stesso Iran. Uno scenario che infuocherebbe il Medio Oriente facendo quasi dimenticare la guerra civile siriana ma che potrebbe concretizzarsi solo se Washington si smarcasse dall’alleanza storica con Israele. Forse proprio per questo la Jihad Islamica palestinese non crede che gli israeliani facciano sul serio e valuta la minaccia di un assalto a Gaza e il richiamo dei riservisti. «Azioni di guerra psicologica», come ha detto Ahmad al Mudallal all'agenzia iraniana Fars. «Non vorremo entrare a Gaza ma lo faremo se nelle prossime 24-36 ore saranno lanciati altri razzi contro di noi», ha dichiarato invece alla CNN il Vice Ministro degli Esteri israeliano, Danny Ayalon. Presto vedremo chi sta bluffando.
Ci risiamo. Non si chiama “colonna di nuvola”. Il  Mossad poteva chiamarla "guerra"... Quanto ad umorismo quelli dei servizi si dimostrano original yiddish!

Meno male che si sono organizzati in sole sette settimane di guerra; nel frattempo aspettiamo di vedere chi bluffa!
 
Una cosa è certa: sia i civili palestinesi sia quelli israeliani stanno subendo la tragica guerra in corso in Medio Oriente tra Hamas e le forze armate israeliane; entrambi sono vittime della cecità e mediocrità dei rispettivi governi e politici. Sembra proprio che questi governanti non vogliano sedersi ad un tavolo a parlare di un futuro di pace. La posizione di forza e la conseguente azione israeliana non solo sono sproporzionate, ma non porteranno a nessuna vittoria. Anche i razzi di Hamas contro Israele hanno ucciso e continueranno a farlo!

Vedo difficile parlare sempre e solo di legittima difesa, ritorsioni, diritti e mai parlare di accettare l’altro. Se si fa di tutto per convincere la propria opinione pubblica che il male sta solo dall’altra parte, prima o poi tutti ci crederanno e allora sarà solo arrivato il tempo di scegliere su quale fronte combattere. Forse è quello che potrebbe evitare una “fantomatica” Comunità Internazionale, che, invece di calcolare le opportunità di real politik, dovrebbe solo guardare all’unica opportunità che ci compete: quella di cercare in ogni modo di umanizzare le vite di ciascuno perché la pace e la salvezza riguardano tutti noi oppure sarà solo questione di tempo e il vento farà il suo giro!

Per tutti noi forse vale la pena di questi tempi rileggere il discorso per la festa di Sant'Ambrogio fatto nel 2001 dall’allora Cardinale Carlo Maria Martini  su terrorismo, ritorsione, legittima difesa, guerra e pace.
Alberto

giovedì 9 agosto 2012

IL PULCINO PIO!!!

In radio c’è un pulcino..il pulcino Pio il pulcino Pio il pulcino Pio..In radio c’è anche un gatto…

E chi più ne ha più ne metta!!! Ma che sorpresa quando questi bimbi ci hanno regalato questo infinito balletto di saluto! Pensato e preparato tutto per noi... per salutare quegli strani volontari di Milano, che passavano le mattine a pulire la loro grande casa, ma che nel pomeriggio erano ben contenti di giocare insieme, fregandosene degli sguardi storti dei turisti, che non si aspettavano di essere malauguratamente coinvolti in battaglie d’acqua e mega giochi nel pieno centro di Firenze!!!
Grazie bimbi!!

mercoledì 8 agosto 2012

CENTRO O PERIFERIA??


Siamo partiti un po’ pronti a tutto..verso la cosiddetta “periferia”, che isola ed emargina..

Pronti al caldo..(vero Mirella??).. alle api, ai sassi e alla scoppiettante energia di decine di bambini che giocano da anni in un piccolo campo Rom…

Chi si aspettava però la gioia e tutti quegli abbracci? Quei sorrisi sdentati e poco curati che ci chiedevano solo di tornare, per giocare ancora un po’ insieme…

Ma siamo dovuti tornare nel nostro “centro”, Firenze o Milano che sia, in cui non possiamo più giocare scalzi, in cui c’è poco spazio..In cui c’è spazio solo per chi decidiamo noi…

Curiosità Ordinarie aSsolutamente Tipiche Utilizzate quotidianaMente quI


In una torrida giornata di fine luglio Tante Rumorose Auto Sul Passo pOssono Rubarti Tutti i passaggI, ma Comunque Ogni Sera Tutti Usano Mangiare tardI, poiché come dice il detto, “cu manci a patate un more mai”, ma ciò non succede se usi il motore come Marianna (vietato pagare l’assicurazione obbligatoria per legge). Se invece usi i mezzi pubblici, ricordati Come Omettere Serenamente di Timbrare Un Minimo bIglietto, ma se sale il controllore puoi scappare tranquillamente premendo il pulsante di emergenza.
Se poi passi per il quartiere di Ballarò, Oh Dio miO, oRa svEngo! Ovviamente Devi Odorare peR capIre Ciascun palermitanO che riSpetta tuTti gli aUtoctoni Meritevoli amicI ma fai attenzione al vicino cattivo, perché il proverbio dice “atta casi mancia u soattino, viri chi fa cu u vicino”.


Rosita dice che l’Odore Di lavOro Rompe i prEgiudizi ma a me sembra tanto che siano Momenti Odierni Di Ironia Dovuti Interamente Da Improvvisi Raptus Euforici, perché il detto dice che “arma e camisa l’avemo divisa”.


La sera con il suo spiccato italiano Oliur ci ricorda che Troppi Rumori cAratterizzano queSto Paese. InOltre è paRticolarmente forTe l’Inquinamento, concludendo con un “ammuninne, vuoi tatuaggio??”. Dicendo poi di essere tutti libero sotto la gonna, ci regala un prezioso consiglio, ossia di non attraversare frettolosamente la strada perché “jatta prisciulusa fici i jattereddi ordi”, in quanto il Traffico Rispecchia lA Società Palermitana Ovvero Il caos olTremIsura, e con un colpo di sottana torna a vendere tatuaggi, senza perdere la sua Occasione Di Odorare Diverse Etnie e senza Ostentare Davanti a Odori paRticolarmente Imbarazzanti.


A questo punto giunge Mario che offrendo a Oliur una stigghiula lo ammonisce: “Oliur! Nutri ci siemo rotti gli scatoli della tua gonna! Attento, che “agneddo e sucu e fiurù u vattìo!”", dimostrandoci ancora una volta di essere chinu di saggezza.


Dato che capa a casa quanto vuole u patrone, decidiamo di andare a casa di Mario, Oltrepassando siculamente Dentro Ogni pensieRo Ingiustificato e pRovando a Odorare Rompendo gli schEmi. Passando per la vucciria una monachella ci ricorda che l’insalata non è condita. Nel frattempo, solo i cavalli potranno bere Zibibbo e mangiare marzapane in Piazza Maggione durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi.


Queste sono solo alcune delle Curiosità Ordinarie aSsolutamente Tipiche Utilizzate quotidianaMente quI.

martedì 7 agosto 2012

Viaggiare insieme è come un tango
come strade che si incrociano
un po' d'asfalto
un po' di fango per due vite che si sfiorano..... Cercano

viaggio verso qualche cosa che è già dentro di noi
dentro gli sguardi e dentro le parole
siamo passeggeri e nn so ancora dove

parlare insieme è come un viaggio
è come suono della nostra libertà
da qualche parte in cima all'everest
un passo dopo l'altro in avanti


 Natalia

lunedì 6 agosto 2012

UNA SOLA BOCCA, DUE ORECCHI

Avere nelle scarpe la voglia di andare, avere negli occhi la voglia di guardare, avere nel cuore la voglia di amare, avere nella gola la voglia di gridare e invece restare prigionieri di un mondo che ci lascia soltanto sognare, solo sognare…”.

Si gioca

Le parole di questa canzone ci toccano profondamente, ma è vero che riusciamo ad uscire dalle celle dove siamo rinchiusi solo sognando? Fernando ci ha spronati a prendere in mano la lima per rompere queste catene che ci tengono legati al mondo di inutilità e superficialità. Come? Prendendo il largo per far cessare quel formicolio che sentiamo nei nostri piedi rinchiusi nelle scarpe. Abbiamo rincorso Checco con il suo corpo magrolino e Sara con le sue belle guanciotte per Piazza Santa Maria Novella tra un gioco e l’altro, tra gli sguardi dei turisti. Abbiamo riscoperto cosa significhi correre scalzi grazie a Rocco, Martin, Angelica, Cristian che vivono emarginati dalla società in un campo rom. Sembra che sotto i loro piedi abbiano una speciale gomma che non gli faccia mai sentire dolore. Potremmo prendere questa “gomma” per cancellare tutte quelle cose che nel nostro mondo ci abbagliano facendoci distogliere l’ attenzione dai veri valori. Siamo attratti dalle stupidaggini dorate che alla fine non ci lasciano nulla se non un vestito o un paio di scarpe in più nell’armadio. Smettiamola di rincorrere mode e costumi… I nostri occhi hanno incontrato occhi che hanno voglia di esplorare, imparare, cambiare, avere una seconda opportunità, sguardi di gioia, di dolore, di ringraziamento. Occhioni giganti come quelli di Checco, nerissimi come quelli di Claudio e piccoli come quelli di Rocco. Utilizziamo questa “gomma” per cancellare quei brutti stereotipi che la società ammalata vuole trasmetterci a tutti i costi. Abbiamo incontrato stili di vita diversi dal nostro, ma persone come noi con nel cuore tanto amore da dare e da ricevere. Anche da noi. Impariamo da Makia e Liliana a urlare ai giovani come noi di avere il coraggio di entrare dalle porte strette, che ci costano più sacrifici, ma che ci regaleranno molto di più di quello che quotidianamente possiamo trovare imboccando porte spalancate. Impariamo ad ascoltare di più e a parlare di meno. Una bocca e due orecchi il Signore ci ha donato, un motivo ci sarà…

Operazione piazza occupata..

Siamo di ritorno per Milano con una voglia ancora più grande di continuare a trasmettere ciò che abbiamo dato facendo tesoro di quanto abbiamo ricevuto.

Daniele

martedì 31 luglio 2012

Lights will guide you home.


Eleonora

lunedì 30 luglio 2012

“CAPA A CASA QUANTO VUOLE U PATRONE”

(La casa è grande quanto vuole il padrone, e noi ci aggiungeremmo che qua fanno di tutto per renderla il più grande e ospitale possibile)

La giornata di ieri aveva come tema i proverbi e dobbiamo dire che i palermitani non ci hanno lasciati a bocca asciutta. Armati di penna e quaderno abbiamo esplorato il grande mondo dei proverbi siculi, rimanendone affascinati. E, per assaporarlo completamente, ci siamo dati una cenetta in Piazza della Magione, tipico luogo da palermitani “sbrudriati”, con tanto di baracchini di stigghiola (meglio che voi non sappiate cosa siano!).


Ai prossimi aggiornamenti!:)

Natalia ed Elena

venerdì 27 luglio 2012

Pronti, partenza… VIA! (ma che puzza in questa “via”!)

Eccoci qua, alla fine del nostro terzo giorno a Palermo, questa città così vicina e allo stesso tempo così lontana da noi. Se non fosse per la lingua ci sembrerebbe di essere in un paese orientale, circondati da odori, voci, e sensazioni che ci ricordano davvero poco casa: la spazzatura in mezzo alla strada, i bambini che scorrazzano così liberi e abbandonati allo stesso tempo, il traffico caotico e tante volte sregolato. Insomma, un’Italia diversa ma affascinante.


I bambini per cui viviamo il nostro servizio rappresentano i colori di questa città, così vivaci e così bisognosi di un’amicizia educativa capace di guardare oltre il pregiudizio.

Nel frattempo offriamo aiuto anche alla Locanda dove prepariamo pasti per chi, italiano o non, vive momenti di difficoltà e di crisi.

Valeva la pena affrontare questo viaggio, per conoscere questo angolo speciale del mondo e soprattutto per appassionarci ancor di più a chi ci fa sentire la bellezza di essere dono.

A CHI HA MOLTO RICEVUTO, MOLTO SARÀ CHIESTO.

12 cuori in uno scatolo.

domenica 1 luglio 2012

!!!!!!!!!! ludopedagogicaMente !!!!!!!!!! tra il nicaragua e l'italia

"Jugar es un estado alterado de conciencia.
Jugar es un rayo de luz; una sombra de intriga;
un almanaque envejecido cuyos días coinciden
exactamente con estas fechas de mi vida.
Jugar es mirarme otra vez, de vuelta,
una vez más, repetidamente.
Y talvez encontrarme en mí
y quizás encontrarme en él
y encontrar alguien más, dentro mío.
Juego en busca de la identidad perdida."

Giocare è uno stato di alterazione della coscienza.
Giocare è un raggio di luce; un'ombra che intriga;
un almanacco invecchiato in cui i giorni coincidono
esttamente con queste date della mia vita.
Giocare è guardarmi di nuovo, di ritorno,
ancora una volta, ripetutamente.
E forse trovarmi
e magari trovarmici dentro
e trovare qualcunaltro dentro al mio.
gioco cercando l'identità persa.



Qui si continua con la formazione oltre che col servizio!
e che formazione!!
ludopedagogia...cos'è?
più o meno questo!!!

e dopo l'intensivo di ieri avevo una gran voglia di far girare le informazioni, dato che questo fantastico corso ha un suo corrispettivo estivo in Italia .
e allora qui un paio di link:

 il nostro corso a managua

le origini della ludopedagogia



affrettatevi le iscrizioni stanno per chiudere!!!


martedì 26 giugno 2012

Cantieristi strana gente

I 3 giorni di formazione per i cantieri sono andati. Tra Brusuglio e Rho, a Brhosuglio per gli amanti della sintesi, qualcuno ha urlato senza apparente motivo.



Forse perchè, in Africa lo si sa, i bianchi hanno la bocca grande e le orecchie piccole. Forse invece no, e il mio era solo un pretesto per segnalarvi il blog di Giovanni, che questa cosa l'ha raccontata.

mercoledì 28 marzo 2012

UN COMMERCIO CHE NON SENTE LA RECESSIONE E SFRUTTA LE CRISI



Che rottura questi tipi di Stoccolma del Peace Research Institute (SIPRI): devono sempre ricordarci che si producono armi e che poi si vendono, e che poi si usano!


Ma veniamo alle good news: in questi tempi di crisi qualcosa va bene, qualcosa funziona!


Pensate che in questi ultimi cinque anni il commercio legale di armi è aumentato del 24%, mentre quanto aumenti il traffico illegale è sempre un mistero.


Ed ora il podio: al primo posto medaglia d’oro all’Incredible India che è balzata sul gradino più alto come importatrice mondiale di armi. Si legge in un articolo dell’inglese The Guardian che il Paese di ex-ghandiana memoria spenderà nei prossimi 15 anni circa 100 miliardi di dollari per potenziare e ammodernare il suo arsenale. Certo attorno allo Stato indiano ci sono certi Paesi pericolosi fra cui Cina e Pakistan… Questo sì che è sviluppo…


Dimenticavo: pensate che l’India è anche prima in classifica per il numero di lebbrosi nel mondo, circa 100.000 nuovi casi all’anno pari al 70% del totale mondiale. E la lebbra è la tipica malattia dei poveri, che da quelle parti si chiamano Dalit, fuori casta, che sono emarginati, mangiano male e vivono in condizioni igienico sanitari disumane.


Al secondo posto la Corea del Sud che non può farsi mancare niente visto i nemici fastidiosi del Nord… Mentre al terzo posto si trovano appaiati ex aequo Pakistan e Cina per tranquillizzare al di là del confine i pronipoti del venerabile Mahatma.


Singapore è solo quinta, giù dal podio per poco. A parte che mi domando cosa se ne faccia questo Paese di tutte queste armi ma, soprattutto, essendo Singapore estesa poco meno della Valle D’Aosta (694 kmq), dove le mettono?


Altre buone notizie arrivano dalla classifica sorella alla voce “Esportatori di cose buone dal mondo”: ci siamo anche noi nella Top Ten; nonostante i nostri problemi economici e i tagli e le tasse esportiamo alla grande!


Ma partiamo dall’all’altro: al primo posto sempre lo Zio Sam che si sarà anche un po’ rammollito in Iraq prima e in Afghanistan oggi, però quanto a fiuto su dove sviluppare marketing armaiolo non lo batte nessuno.


Al secondo posto una rinvigorita Russia putiniana che, tra una bottiglia di Vodka e un Kalashnikov (AK 47 per gli amici), vende bene il proprio made in URSS… ops, scusate le mie reminiscenze giovanili, made in Russia.


Al terzo posto, con un balzo incredibile, la Francia che, in crisi con i vini bougeolet, rasserena la propria opinione pubblica sul senso della propria grandeur con le canzoni della premiere dame e con la vendita di cacciabombardieri; oui, c’est la vie!


Un consolidato quarto posto per la Cina, ma tranquilli si sta organizzando per salire presto sul podio che l’Africa, si sa, è vicina.

Quinto posto per la Germania di Angela che, sconfitta nelle elezioni nei Land di Sassonia e Pomerania, perde due posizioni anche nell’export dei Panzer.


Al sesto posto sventola la Union Jack sempre in forma nonostante gli anni di monarchia a Buckingham Palace sulle spalle di Elisabeth e con Carlo che non mette la Corona a posto.


E, finalmente, con una ripresa lenta ma inesorabile, il bel Paese tutto pizza e fichi e mandolini, dove i santi, i navigatori e i politici corrotti non mancano mai! Risaliamo dall’ottavo al settimo posto e scusate se è poco in questo tempo di vacche magre.


Che dire per concludere? Possiamo dirci soddisfatti nonostante una certa parte retrograda di opinione pubblica nostrana cerchi con fatica di indignarsi un po’ e prova a sostenere la campagna contro la costruzione di così tanti cacciabombardieri F35; è vero che la nostra ammiraglia (la portaerei Cavour, gioiello di tecnologia marinara) rimane ormeggiata a La Spezia perché costa troppo e i  brasiliani non la comperano, ma ci rimane la comune e italica soddisfazione di un export bellico che decolla anzi, è il caso di dirlo, vola veloce come un caccia Eurofighter!


Per chi volesse continuare a leggere di queste cose relative al rapporto http://www.sipri.org/.

Alberto

mercoledì 21 marzo 2012

Acque mediterranee

Dal Nord Africa all’Oriente Medio e soprattutto Vicino


Certo è passato “molto” tempo dall’inizio delle primavere Arabe, ne sono cambiate di stagioni… Infatti, come al solito in Italia, di vicende esterne al Bel Paese si fatica a parlare ed ancora meno a leggerne! Così stanno cambiando molte cose al di là della costa del Mare Nostrum: ci sono state molte altre manifestazioni in piazza, alcune prime elezioni con risultati parziali ma significativi (Egitto e Tunisia…), c’è ancora un Paese come la Libia senza il Rais, più o meno diviso, dove non si capisce chi  governa e come; la cosa certa è che il petrolio si pompa, gli accordi commerciali si rispettano e gli immigrati tornano nuovamente in crociera a Lampedusa! La questione regionale è aggrovigliata e complessa in questi Paesi e soprattutto non si è concluso nessun processo di democratizzazione. La gente è delusa perché avverte che gli sforzi per rivendicare i propri diritti sono stati sfruttati da altri per il mantenimento del potere, si pensi ai militari in Egitto e ai molti dirigenti e funzionari politici e amministrativi in Tunisia che sono rimasti ai loro posti.

A chi conviene tutto ciò?

Sicuramente non alla popolazione che è scesa con coraggio in piazza! Questa situazione serve all’Europa, all’Italia? A cosa è funzionale questa soluzione ancora in divenire? Certo la Libia è un punto nevralgico per le fonti energetiche e qui si vede come gli interessi nostrani siano ben controllati e difesi, ma per il resto dei diritti e delle libertà di queste popolazioni sembra proprio che ci interessino solo per esercizi di eloquenza e retorica politica nei vari palazzi romani.

Un altro caso che conferma la regola è la vicenda siriana, anche se sarebbe meglio dire il dramma, la guerra civile! La Comunità internazionale, come è chiamata negli ambienti (cosa poi avrà di Comunità questo insieme di interessi nazionali tra le due coste dell’Oceano Atlantico…), pensa bene di mantenere una posizione di stallo Che Poi Si Vedrà; ogni tanto si decidono nuovi embarghi, qualche sgridata verso iI Potere (Assad), contando sul puntuale veto russo-cinese… Intanto sono migliaia i morti dal marzo del 2011 nelle principali città della Siria. Tutti sappiamo che la questione è Regionale, dalla Siria la questione passa al Libano, con gli Hezbollah, a seguire in Israele per rimbalzare fino all’Iran e alla sua “energia atomica”… Diatribe interne con altri attori del Medio e anche Vicino Oriente come lo scontro confessionale e di potere tra Sciiti e Sunniti: c’è già stata una carneficina in Iraq.

Veduta di Amman

E allora entrano in scena, anche se spesso sottotraccia, l’Arabia Saudita, il Qatar con la sua omnicomprensiva emittente Al Jazeera… Sicuramente il 2012 non sarà l’anno dei Maya e della loro profezia, bensì l’anno cruciale per tutta la Regione Mediorientale. Non dobbiamo dimenticare poi che sempre nell’Area ci sono partite aperte come l’Iraq e questioni ancora più a Est come l’Afghanistan e l’obiettivo della ritirata nel 2014. Oltretutto il business dei papaveri è in continuo aumento in quelle terre e c’è proprio da chiedersi se tutta questa presenza militare internazionale non possa proprio niente per eliminare anche parzialmente questo traffico che è sotto gli occhi di tutti! Ma di per sé è proprio in Occidente che ci sono i meglio consumatori di droga e quindi il business è business…

Rimanendo un poco in zona c’è sempre il Pakistan (con le sue atomiche e le Madrasse) e l’India che non possono rinunciare a darsi battaglia e a guerreggiare, oltre che per il loro Kashmir anche per mantenere relazioni non troppe lecite con le terre dei nuovi Talebani e soci! Volendo rincasare da questo breve tour, si può proprio partire da Kabul per far ritorno verso l’Oriente Vicino e Medio, passando dalla Turchia sempre in bilico su un confine e una visione espansionistica EuroAsiatica, con il nodo curdo irrisolto e sepolto… che ritornando in Siria trova alleanze ambigue e sospette.

Concludendo con una speranza: invito tutte le persone libere e di buona e consapevole volontà perché possano far sentire la loro voce e dire, magari a volte urlando, il proprio sì alla pace e ai diritti dei popoli, e un no alla guerra che come risultato porta sempre ad un disastro e alla disumanizzazione dell’uomo. Facciamo la nostra parte per favorire una più ampia coscienza critica in Italia, là dove viviamo, studiamo, lavoriamo! Ben venga che tornino a sventolare in piazza, ma anche dai balconi e dalle finestre le bandiere della pace per la popolazione siriana e per tutti quei popoli che soffrono a causa delle solite guerre preventive, o di interventi pseudo umanitari fatti di bombe intelligenti e danni collaterali!


Concludo condividendo una parafrasi di un antico storico:

“Ne fecero un deserto e lo chiamarono Pace” (Tacito)

Alberto

lunedì 20 febbraio 2012

Villapizzone è...



Siamo sul pezzo
Gabriel Garcia Marquez
Gas Gas
Salamella
Oooonda su oooonda
Mani abrasate
Tanti tanti tanti tanti cartelloni
Derdiani e ingegneri (grrrrrrrrr)
Il camino!
Twist & Shout (ovvero John&Paul al lavaggio piatti)
Il porco e il trattore
Il volume della sveglia e la legge antiterrorismo
Greco-Pirelli
Esselunga
Shrek/Rex = Shrex
Domenico e le cartoline del compleanno
Tante tante tante tante seghe mentali
Parlare usando solo le vocali
Mesciot!

Ma soprattutto...



e il Servizio Civile invece sarà...tutto da scoprire in questo blog!