venerdì 10 febbraio 2012

Le radici ci aprono al mondo




“Nell’animo umano si sono sempre scontrate due tendenze. Una che ci spinge a cambiare, a esplorare, a vivere solo il presente. L’altra che ci porta a radicarci in un posto a costruire una famiglia, una casa, un’istituzione. Nel corso della storia queste due tendenze si sono alternate o si sono combinate in modo diverso. Nei periodi di grande espansione della civiltà gli uomini hanno cambiato, viaggiato, esplorato ma sempre conservando il rapporto con nucleo stabile. Ulisse aveva costruito la sua casa attorno al letto nuziale scavato in un ulivo centenario, radicato nella terra. Era il centro incrollabile, il punto di riferimento assoluto a cui penserà nelle sue peregrinazioni. Se lo avesse perso non avrebbe solo perso la strada, avrebbe smarrito la sua anima, non avrebbe più saputo cosa volesse, nemmeno chi fosse. Il navigante greco poteva viaggiare in contrade misteriose, restare lontano per anni perché aveva nella sua città il riferimento sacro e sicuro. Poteva partire perchè sapeva dove tornare.” F.A.




Ed ora eccomi qui in partenza per il Kenya! 
Sono Mariarosa, ma in realtà nessuno mi chiama così. Sono Betty, Amora, Gingy, Bettiga, Pivot, Bets, Mary, Meri, Rosy, Rosa, Love. Queste sono un po’ “le mie radici”, quello che porto "di me e con me"  in terra africana..in una terra nuova con colori, profumi, volti e tradizioni da conoscere e condividere.
A presto

2 commenti:

  1. A parte che la foto è strabella mi son venute in mente due cose che condivido: Simone Weil da L’énracinement: «Chi è sradicato sradica. Chi è radicato non sradica».

    Se nu te scierri mai delle radici ca tieni
    rispetti puru quiddre delli paisi lontani!
    Se non dimentichi mai le tue radici
    rispetti anche quelle dei paesi lontani
    http://www.youtube.com/watch?v=LsTQM4t76r8&noredirect=1

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